di  Gianfranco Menghini

Ottocento. Il grande secolo

Romanzo

La Fusoco, società di trasporti internazionali di proprietà di Eric Grevilliers e di sua moglie, si sta espandendo commercialmente e la sua maggiore artefice è proprio lei, la bellissima Virginie dagli occhi turchini e dal carattere volitivo. Lura, l’antica amante delle colline liguri, ormai diventata parigina, dà a Eric una figlia: Pauline. Napoleone, trasportato felicemente da Ajaccio al Fréjus sotto gli occhi poco attenti della flotta inglese comandata dall’ammiraglio Lord Keith, come riconoscimento dell’aiuto ricevuto, concede a Eric la commercializzazione, durante la Seconda Campagna d’Italia, di centocinquanta dipinti di grande valore cedutigli dalla neonata Repubblica Cisalpina. Seppure già ricco, Eric ne ricava un guadagno astronomico. Nell’attentato di Rue Niçaise, si verifica un colpo di scena che muoverà le fila della seconda parte del romanzo. Subito dopo quel fatto sanguinoso, Eric on i fidi compagni Guillaume e Henri, si recano, a bordo del veliero Virginia, comandato dall’impareggiabile capitano Williams, a Tangeri, in Marocco. dove hanno fatto costruire otto esemplari dello speciale cannone inventato dal geniale Jardine. Le avventure spericolate prima con i pirati algerini, poi nello scontro con una squadra navale inglese e, infine, durante una spaventosa tempesta nel Golfo del Leone che trascina fino in Sardegna il bastimento, obbligando il comandante ad andarsi a riparare nel tranquillo golfo di Cosmopoli dove verranno montati due cannoni per difendersi durante il viaggio di ritorno. Il periodo storico inizia con il Capodanno del 1800 e termina nel 1803.

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CAPITOLO PRIMO

Bella operazione Guillaume! Tu ed Henri siete stati magnifici. Abbiamo sempre puntato sul generale Buonaparte, che ci ha portato fortuna. Averlo salvato dalle grinfie della flotta inglese è stato un capolavoro di strategia commerciale.”
Eric era raggiante.
Erano riusciti infatti a trasportare il generale in capo dell’Armata di Egitto con parte del suo seguito, fino al largo del Frejus, con una traversata tranquilla, malgrado il tempo inclemente, la notte del nove ottobre 1799, a bordo del brigantino Clipper Virginia. Il generale si era imbarcato di nascosto sul vascello nel porto di Ajaccio. La flotta da guerra inglese, comandata da lord Keith, controllava tutta la zona di quella parte del Mediterraneo. L’ammiraglio inglese non poteva immaginare che quel bel brigantino americano nascondesse un passeggero di tale importanza e non ne fece intralciare la navigazione in quel grigio e ventoso mattino, anzi, ammirò il vascello che fendeva le onde e veleggiava veloce in direzione di Nizza.
Avevano prelevato il generale Buonaparte ad Ajaccio, dove si era voluto fermare con la piccola flotta in fuga dall’Egitto, per compiacere i suoi concittadini, ma era rimasto bloccato per una settimana dal cattivo tempo. Henri assicurava che sarebbe stato loro molto utile se, come aveva asserito, fosse riuscito a esser nominato di nuovo Generale in capo dell’Armata d’Italia. Già, perché durante la sua assenza, tutte le conquiste effettuate in Italia erano andate perdute. Il Buonaparte era furioso di tanto spreco, come per la Campagna d’Egitto che, seppur vittoriosa, non aveva sortito gli effetti sperati. Una flotta di oltre cento vascelli completamente distrutta dagli inglesi e, anche se avevano vinto tante battaglie terrestri, queste vittorie avrebbero fruttato soltanto materiale archeologico molto interessante, ma di scarso valore commerciale. Barras, approfittando dell’idea di Buonaparte di colpire gli interessi mercantili inglesi nell’antica terra dei Faraoni, lo aveva agevolato in quell’impresa con il parere unanime del Direttorio, che aveva ritenuto opportuno togliersi dai piedi quell’ ingombrante personaggio il quale, dopo le innumerevoli vittorie in Italia, stava prendendo sempre più importanza agli occhi del popolo francese, rappresentando un serio pericolo per la stabilità delle poltrone occupate dai suoi componenti.
La scommessa era di vedere quale reazione si sarebbe determinata al ritorno improvviso e non desiderato del generale Buonaparte a Parigi. Questa volta si presentava a mani vuote e senza esercito, lasciato nelle mani del generale Kléber, con il quale pareva non andasse troppo d’accordo. In ogni caso, l’impiego per un mese del brigantino non era stato troppo gravoso per la Fusoco e, se il Buonaparte avesse ottenuto quanto richiesto, questa volta il guadagno sarebbe stato più che cospicuo.
Negli ultimi tempi gli affari della società franco-americana si erano fatti abbastanza scarsi per quanto riguardava l’esportazione di derrate verso la Francia, mentre stava prendendo sempre più importanza il trasporto dei passeggeri tra Richmond in Virginia, Filadelfia in Pennsylvania e Portsmouth in Inghilterra per i passeggeri e il tabacco, oltre a un notevole traffico di derrate alimentari, specie la canna da zucchero dalle due principali isole dei Caraibi: Cuba e Santo Domingo
I raccolti dei cereali in genere e del grano in specie erano stati particolarmente abbondanti nel 1798 in Francia, oltre a ogni più rosea aspettativa e il vino francese, pur apprezzato in America, non veniva consumato in quantità tale da poterne ottenere buoni ricavi
Virginie aveva preso definitivamente il posto di Henri e dirigeva tutto il traffico dei quattro brigantini della società, con notevole profitto derivante dal trasporto dei passeggeri e della canna da zucchero da Cuba. Gli ultimi due brigantini varati dai cantieri di Norfolk, erano stati costruiti più per il trasporto dei passeggeri che delle merci, essendo la prima attività più proficua. La flotta adesso comprendeva il Clipper Virginia, il Paul Cabanis, il Fusoco e il Louviers. Virginie aveva insistito a dare quel nome a quest’ultimo, per riguardo all’ancora insoddisfatto desiderio di Eric di riscattare le antiche proprietà dei suoi genitori. I due ultimi bastimenti, appena usciti dai cantieri di Norfolk, erano dotati di ventidue cabine e due appartamenti ciascuno e facevano la spola tra l’America e l’Inghilterra, quasi sempre al completo di passeggeri, specie nella buona stagione quando si poteva attraversare l’Atlantico per la via più breve. D’inverno il viaggio era lunghissimo. Infatti, per evitare le tempeste o il cattivo tempo, inevitabili in quella stagione, i brigantini dovevano scendere verso sud e attraversare l’oceano sul parallelo delle Canarie o di Madera allungando il viaggio di almeno una settimana.
Quasi due anni prima Eric aveva presenziato all’inaugurazione del secondo brigantino della Fusoco, il Paul Cabanis, completamente allestito in ogni sua parte e pronto per il viaggio inaugurale da Norfolk a Richmond. C’era una tale quantità di gente a bordo in quella bella giornata di sole del giugno 1797, che non aveva avuto occasione di stare da solo con sua moglie….